Vivere nelle Comunità
virtuali
Tesi di Laurea di Cristina Camporesi
Decidere
di scrivere una tesi sulle Comunità Virtuali è stata una scelta
sofferta. Non posso negare di aver sentito, immediatamente, una
forte attrazione nei confronti di questo fenomeno che, da circa due
anni, è entrato a far parte della mia vita, grazie alla comunità
di Digiland.
Il fenomeno che ho
deciso di studiare è, però, assai complesso, ricco di aspetti
diversi da prendere in considerazione. Lungi dal voler scrivere una
summa sull’argomento, ho cercato, comunque di prendere in
considerazione gli aspetti che mi sono sembrati più significativi:
l’aspetto sociologico, quello tecnologico, quello psicologico e
quello di verifica sul campo.
Alcune delle
difficoltà che ho incontrato, sin dal primo
capitolo, riguardavano propriamente il concetto di
comunità. Molta della letteratura, infatti, sostiene
l’impossibilità di definire tali fenomeni come Comunità,
sottolineando gli aspetti transitori, evanescenti e individualistici
dei gruppi che si formano in Rete. Senza dubbio, una contraddizione
esiste. E’ evidente per chiunque ne faccia esperienza: la vita
nelle Comunità Virtuali è diversa da quella Reale.
In questo capitolo
ho cercato di mettere in evidenza come queste diversità non siano,
comunque, un ostacolo alla definizione di questi gruppi in termini
di comunità. Il vero problema è a priori, nella definizione che si
utilizza del concetto di comunità.
Il secondo
capitolo prende in considerazione gli aspetti
tecnologici e psicologici. Nella prima parte ho cercato di
illustrare le varie possibilità di far parte di una Comunità
Virtuale, presenti all’interno della Rete. Esistono diversi modi
di appartenere ad un gruppo virtuale e questi dipendono dal tipo di
bisogno che l’individuo vuole soddisfare. Si può partecipare a un
Newsgroup, ad un forum, chiacchierare in una chat o muoversi in un
MUD. Nonostante siano strumenti piuttosto differenti l’uno
dall’altro, tutti questi sistemi hanno un nucleo in comune.
Nella seconda parte
del capitolo, invece, vengono affrontati diversi argomenti:
dall’aspetto più dibattuto dell’ “Identità”
, all’ elaborazione di una nuova forma di “Linguaggio”,
dalla costruzione di un sistema sociale basato su regole “La
Netiquette”, alle figure che si prendono cura di far
rispettare tali regole “I Moderatori”.
Il terzo e il
quarto capitolo rappresentano la parte sperimentale di questa tesi.
Partendo
dall’analisi teorica effettuata nei capitoli precedenti ho,
infatti, costruito un questionario da sottoporre ai membri della
Comunità Virtuale di Digiland ( Portale Libero-Inwind-Infostrada).
Nel terzo
capitolo sono stati presi in considerazione, in modo
particolare, i dati riguardanti la qualità dell’utenza, i modi e
tempi di utilizzo del servizio, la modalità di espressione della
propria identità in chat, l’utilizzo del linguaggio, la
percezione comunitaria degli utenti e la visione della leadership.
Dall’analisi dei
dati raccolti, sono emersi molti spunti interessanti: parte della
teoria presentata nel secondo capitolo è stata confermata, altra è
stata smentita e nuove prospettive sono state evidenziate. Il quarto
capitolo prende in considerazione un fenomeno
relativamente nuovo e ancora non menzionato nella letteratura di
riferimento, quello dei raduni e prova a capire perché stia avendo
un tale successo e quali cambiamenti porta nella comunità virtuale.
Indice dell'opera
Invia i tuoi
commenti all'autrice
Contatti
copyright 2001-2002 © by NetTribe, all rights reserved
Web Master Al.Do Web.Ma
|