Secondo M. Castells, "una struttura sociale che si fonda su reti è un sistema altamente dinamico, aperto all'innovazione senza che ciò ne comprometta l'equilibrio. Le reti sono strumenti appropriati per un'economia capitalista basata sull'innovazione, sulla globalizzazione e sulla concentrazione decentrata; per il lavoro, i lavoratori e le aziende orientati alla flessibilità e all'adattabilità; per una cultura della decostruzione e della ricostruzione incessanti; per una società civile predisposta all'elaborazione istantanea di sempre nuovi valori e umori pubblici; per un'organizzazione sociale volta al superamento dello spazio e all'annientamento del tempo" [La società in rete, Etas, Milano, 2002, p. 537].
Consultare in rete l'indirizzo
http://sociology.berkeley.edu/faculty/castells/index.html
ed il sito di Derrick de Kerckhove
http://www.mcluhan.utoronto.ca/derrickdekerckhove.htm
Secondo A. Appudurai la nuova economia culturale globale si focalizza sulle relazioni fra le cinque dimensioni dei flussi culturali: